Glossario

le parole prendono senso dalla posizione percettiva e dall'emozione che suscitano


 

 

Le parole significano anche per quello che non indicano.


Alienazione    

 

è mantenersi nello stato dissociato, è rappresentazione: ci si aliena immedesimandosi in un’immagine di sé e forzandosi a corrisponderle. Induce il  conformismo.

 

 

Altro

 

altro da qualsiasi presupposto (neppure di esistenza), poiché si esprime nel rapporto stesso quando è senza contesto, pertanto non conoscibile.

Ci si relaziona all’altro rispondendo eticamente e negoziando il mondo nel linguaggio.

In genere invece si tenta di definire il contesto del rapporto per rendere conoscibile l’altro, per neutralizzare la diversità e l’asimmetria, in modo da evitare il proprio senso di vulnerabilità. Ma in questo modo si nega l’altro.

 

 

Appartenenza

 

il fare parte.

Per fare parte responsabilmente è necessario che l’appartenenza non si trasformi in identificazione con il gruppo, altrimenti si rischia di diventare ciechi ai presupposti che lo muovono.

Per evitare l’identificazione con il gruppo, oltre ad appartenere mantenersi stranieri.

 

 

Attenzione      

 

intenzione agita di percepire. E’ l’accorgersi degli eventi man mano che avvengono necessario per assumersi responsabilità.

L’attenzione definisce ciò che notiamo, ma in genere non notiamo come notiamo, in particolare non notiamo come selezioniamo cosa notare.

Esercitando attenzione ci liberiamo dai giudizi predeterminati (che danno forma alle nostre abitudini) su come dovrebbe essere il mondo e come dovremmo essere noi.

 

 

Colpa

 

non assumersi la responsabilità di essere se stessi.

Il senso di colpa è un risentimento contro se stessi che catalizza l’attenzione ostacolando la responsabilità. Un modo per ritrovare responsabilità dopo una colpa é risarcire e dire la verità.

Circolo vizioso: crimine, senso di colpa, bisogno di assoluzione, militanza al servizio di un ideale, altro bisogno di assoluzione, doppio attaccamento all’ideale … Così la vita si logora: la stima prende il posto dell’amicizia, l’umiliazione il posto del rispetto, l’obbedienza il posto della partecipazione, la costrizione il posto della fratellanza, l’entusiasmo il posto del sentimento, urla e sussurri il posto del discorso, sospetto il posto del dubbio, repressione invece che nostalgia, macerazione invece che riflessione, tradimento invece che congedo, immortalità invece che vita. (Amos Oz  “La scatola nera”).

 

 

Comunicazione

 

è il processo di negoziazione dei contesti per costruire delle scelte. Più contesti condividiamo meno dobbiamo parlare per comunicare.

 

 

Conformismo

 

agire come gli altri per la convinzione, spesso inconscia, che questo sia il modo di ottenere benevolenza. Si ottiene invece tolleranza condizionata e alienazione.

Quando ci accorgiamo davvero che la tolleranza condizionata e l’alienazione non sono gradevoli, non siamo conformisti.

 

 

Consapevolezza

 

è il metodo del rapporto intenzionale di attenzione al mondo e la  consapevolezza del metodo.

 

 

Contesto

 

è la definizione condivisa di una situazione. E’ il modo in cui insieme ci raccontiamo quello che accade, il modo di indirizzare l’attenzione per raccontarcelo così, il modo in cui percepiamo ciò che accade attribuendogli significati.

I linguaggi sono contesti resi udibili e le azioni sono contesti resi visibili, ma i copioni in base a cui ci muoviamo rimangono spesso non percepiti fino a quando non sono violati.

Se qualcuno non condivide il contesto si crea imbarazzo, che possiamo imparare ad utilizzare per conoscere contesti diversi.

 

 

Educare

 

socializzare ai contesti.

Si insegna, addomesticando l’attenzione, a cosa rispondere per mantenere la definizione del contesto, della relazione e degli interlocutori.

L’educazione è circolare e su più livelli: impariamo quello che si suppone noi siamo per essere accettati come discenti.

 

 

Ego

 

l’immedesimarsi in un immagine di sé, e l’immagine in cui ci si immedesima.

 

 

Emozione

 

una sensazione fisica legata a un significato.

Damasio distingue più propriamente tre livelli: 1) l'emozione, 2) il sentire quell'emozione, 3) il sapere di sentire quell'emozione. Questi corrispondono rispettivamente al movimento fisico dovuto alla regolazione di base della vita, alla direzione di questo movimento fisico, alla consapevolezza del movimento più quella del significato che gli si attribuisce.Le emozioni ci informano di relazioni, non di oggetti, di come guardiamo il mondo, non del mondo.

 

 

Epistemologia

 

lo studio di come conosciamo ciò che conosciamo. ‘Epistemologia’ ha un duplice senso: come un soggetto pensa-percepisce-decide e cosa pensa-percepisce-decide. Il come un soggetto conosce è inseparabile dal cosa conosce.

 

 

Identità

 

l'identità del soggetto si crea con un processo continuo di distinzione, differenziazione e riunificazione: l’affermare "Io sono me" stabilisce la differenza fra 'io' (soggettivo) e 'me' (soggetto oggettivato) e contemporaneamente la loro indissolubile identità.

 

 

Imbarazzo

 

la scoperta di non aver condiviso il contesto come atteso dagli altri.

E’ spiacevole se diamo alla sensazione il significato di non essere amabili o adatti in quanto non conformi.

E’ piacevole come preludio per scoprire come (e da dove) vengono definiti da altri gli stessi contesti. Può dunque essere usato come strumento di libertà.

 

 

Integrità

 

attraversare i contesti riscoprendo continuamente qualcosa di unitario. Per farlo accorgersi della dinamica dei valori nei diversi contesti riflessa nella dinamica dei propri stati interni.

Lo si fa facilmente se, oltre che coinvolti, ci si mantiene stranieri a ogni contesto, in modo da accorgersi facilmente dei copioni che si è indotti a seguire e dei presupposti delle emozioni che specificano il contesto.

 

 

Libertà

 

è una condizione d'obbligo, una situazione e un progetto.

E’ la determinazione ad esercitare la responsabilità del proprio potere, ed il potere della propria responsabilità.

Un'azione è libera nella misura in cui trasformiamo il suo mondo e noi stessi.

Non si possiede la libertà come condizione per essere liberi. La libertà non è una elargizione, è la ricerca di responsabilità.

La paura della libertà è la paura della negoziazione fra l'essere se stessi o l'essere duplici, (oppresso e oppressore), tra l'essere alienati o fare scelte.

Per essere liberi ricordarsi che si vive in un mondo già creato, dunque non addossarsi il dovere di inventare il mondo, e divertirsi a rispondere sapendo che è un’assurdità.

 

 

Offesa

 

lo stato dissociato in cui ci si valuta, il dolore connesso e la dinamica relazionale conseguente.

 

 

Paradosso

 

si creano paradossi quando si confonde uno schema di riferimento con gli elementi che si trovano al suo interno.

Per esempio è un paradosso un'asserzione autoreferente interpretabile sia come un'asserzione sia come uno schema di riferimento circa se stessa ('tutti i cretesi mentono' e 'qual è la domanda migliore?').

Per dipanare il paradosso l'osservatore deve decidere a quale livello logico sta osservando l'asserzione, se al livello dell’asserzione o se a livello dello schema di riferimento. Con questa decisione l’osservatore, impedisce all’asserzione di essere autoreferente e dunque paradossale.

L’indecidibilità del livello da cui osservare, come hanno mostrato Bateson, Fry e Wynne, caratterizza la poesia, l'umorismo, l’apprendimento e la creatività, oltre che la comunicazione schizofrenogena.

 

 

Posizione percettiva

 

puoi prcepire da una posizione di rispetto o da una posizione di offesa. ciascuna posizione percettiva genera ed è generata da un determinato stato di coscienza. Qui la distinzione.

 

 

Potere

 

è la misura dell'influenza della propria responsabilità. 

Quando si è integri, il potere è esercitare la responsabilità di essere liberi.

Libertà, Potere e Responsabilità si definiscono a vicenda: la libertà è il poter essere responsabili, la responsabilità è il poter essere liberi, il potere è la libertà di essere responsabili.

 

 

Presenza

 

è lo stato di chi risponde consapevolmente. E’ essere presenti immediatamente, non è rappresentazione ma condizione di presentazione. Un “eccomi”.

 

 

Processo

 

tutto ciò che è, osservato da una prospettiva temporale.

 

 

Responsabilità

 

è il rispondere mantenendo la consapevolezza del proprio essere soggetto. La responsabilità di un soggetto è definita dalla struttura della sua libertà, di cui la responsabilità è il metodo e il contesto, perché specifica le relazioni del soggetto con tutto.

La paura della responsabilità è la paura della scelta fra essere dissociati valutandosi o associati rispettandosi.

Lo strumento principale della responsabilità è riconoscere il legame fra comportamento e risultati in relazione ai propri veri bisogni.

 

 

Ridere

 

avviene quando un contesto viene percepito diversamente da quanto atteso e ci si sente contemporaneamente coinvolti ed esterni ad esso.

Poiché esprime la capacità di cogliere i contesti e i presupposti impliciti l’umorismo può essere un buon indicatore della competenza relazionale e cognitiva.

 

 

Rispetto

 

lo stato associato in cui ci sia accorge dei proprie stati interni, la postura connessa ad esso e la dinamica relazionale conseguente.

 

 

Risposta

 

l’azione scelta consapevolmente fra alternative. Quando non ci sono alternative si parla di reazione.

Una buona risposta, oltre ad essere esauriente, deve poter stimolare altre domande.

 

 

Risultati

 

esprimono/realizzano il significato del contesto.

Quando ci si identifica con i propri risultati ci si attribuisce significato ma si perde libertà. Se viceversa si testimoniano i risultati come prodotti non del sé ma del proprio comportamento, ci si mantiene liberi di rispondere diversamente.

 

 

Soggetto

 

il soggetto appare nella riflessione di un sistema complesso su se stesso.

Tale riflessione fa emergere il soggetto quando il sistema si mette al centro del proprio mondo, ragione per cui si sente di essere tutto o niente, e frammenta la realtà fra un dentro e un fuori, ragione per cui ritiene di dover lottare per l’autonomia.

La consapevolezza del soggetto che ha osservando sé stesso è paradossale: oggetto o soggetto?

La consapevolezza etica non è né oggettiva né soggettiva, ha a che vedere con il rendersi conto di come partecipiamo a ciò che osserviamo.

 

 

Stress     

 

presentire la minaccia del dolore.

Quando una persona percepisce un evento quale fonte di stress, la ghiandola pituitaria secerne ACTH e oppioidi che hanno effetti opposti (le endorfine smorzano e l'ACTH rinforza l'attenzione). L'eccitazione da stress è dunque l’ideale per affrontare i casi di emergenza, ma è dannosa se diventa condotta abituale.

Conviene imparare a distinguere l’evento dalla propria percezione dell’evento e dalla propria risposta alla percezione, in modo di separare l’affrontare l’evento dall’affrontare lo stress.