L'offesa: lo scheletro di ogni emozione

L'attenzione digitale: rabbia tristezza panico depressione vittimismo


 

 

1 Puoi certamente spostare il tuo fascio di luce...

 

 

2 ...ma è bene che tu ti accorga che quando ti offendi la tua attenzione (il tuo fascio di luce) rimane catturata all'interno di un'area.

 

Questa è la cosa principale di cui rendersi conto: quando ti offendi sei cieco.

Non consideri, non vedi, non osservi, non ti accorgi:

  • di quel che hai veramente bisogno
  • che i pensieri non sono la realtà
  • del nesso fra ciò che fai e ciò che ottieni

 

 

3   Con la tua attenzione catturata in questa area ti dividi in due

- da una parte ti immedesimi nell'idea di come dovresti essere da qui in avanti. E' un'immagine che ha a che vedere con il futuro

- dall'altra ti immedesimi nell'idea di come temi di essere stato. E' un'immagine che ha a che vedere con il passato

  • Ti accorgi che quella volta in cui ti sei offeso stavi confrontando due immagini? 
  • Ti accorgi che per tutto il tempo in cui ti stavi offendendo, rimbalzando tra il passato e il futuro, ti stavi perdendo il presente, perdendoti quel che succedeva lì dov'eri in quel momento?

 

 

 

4 Con la paura di essere escluso e non amabile confronti queste immagini nel tentativo di farle corrispondere.

Il giudizio su di te emerge con il dialogo interno che commenta le due immagini.

 

  • Cosa ti dicevi esattamente? Con quali parole? Con quale tono? 
  • Parlavi forse di giusto/sbagliato, di vero/falso o di ragione/torto? Oppure ne facevi una quetione di principio, cercavi il colpevole, ti giustificavi, credevi di sapere quello a cui l'atro pensa... Cos'altro?

 

 

 5 Se affermi con te stesso che corrispondi all'idea di come dovresti essere, quando ti offendi reagisci con RABBIA.

  • Quella volta lì, quella dell'episodio specifico a cui stai pensando, ti sei arrabbiato?

 

 

6 Se invece pensi di corrispondere all'immagine di come temi di essere stato reagisci con TRISTEZZA.

  • ti sei intristito quella volta? 

 

 

 

7 Spesso per contenere la rabbia ti deprimi (confondendo per realtà l'immagine di come temi di essere stato).

E spesso per uscire dalla tristezza ti dai una botta di rabbia (affermando di corrispondere a come credi di dover essere).

 



Rabbia e tristezza sono due aspetti dello stesso gioco di immedesimazione, si specificano a vicenda nel confronto e spesso si alternano sempre più velocemente come rimbalzando, fino a portarti al PANICO e/o alla DEPRESSIONE.

  • Ti ripetevi più volte le stesse frasi? Riconosci nella ripetizione una sorta di ossessione più o meno lunga e intensa?

 

 

8 Immedesimarsi nel futuro è molto utile per pianificare, come immedesimarsi nel passato lo è per apprendere

Perciò non ti sto dicendo di non farti immagini, ma solo di non confonderle con la realtà in modo da mantenerti presente.

Questo significa utilizzare i tuoi pensieri invece che tentare di cambiarli o di sfuggirli.  

Per pianificare fai qualche salto nel futuro, ti immedesimi e raccogli le inform-azioni che servono per dare risposta ai tuoi veri bisogni.

Per apprendere fai qualche salto nel passato e raccogli  le inform-azioni che ti servono per proteggerti da quel che temi.

 

 

 

9 Se smetti di confonderli con la realtà, i pensieri (che sono ricchi di inform-azioni) diventano utili per dare forma alle azioni volte a soddisfare i tuoi bisogni e a proteggerti da quel che temi.

 

Quando esplori i tuoi pensieri per mantenerti presente puoi tener d'occhio:

  • i tuoi veri bisogni
  • ciò che temi
  • il nesso fra ciò che fai e ciò che ottieni
  • i tuoi pensieri senza confonderli con la realtà 

 

 

10 Ti sei accorto che quando stai male tendi a fare affermazioni e agisci in modo da confermare i tuoi giudizi e le tue presunzioni?

 

Ti sei accorto che quando invece sei responsabile (capace di rispondere alla realtà) ti mantieni curioso, fai domande relative alle tue ipotesi?

 

 

11 Ti sei accorto che quando stai male, inseguendo immagini, sei in uno stato di dipendenza dal perfezionismo e che non sei mai soddisfatto?

 

Ti sei accorto che quando tieni d'occhio i tuoi bisogni puoi dare forma responsabile alle tue azioni individuando per essi una misura di quanto basta a te?