Gelosia

 

C’è chi crede che se non soffri di gelosia non ami.

 

Secondo loro se soffri tanto vuol dire che ami tanto. Se soffri tantissimo vuol dire che ami tantissimo. Se soffri tantissimissimo vuol dire che ami tantissimissimo.

 

Ma insomma che tu ami tanto, tantissimo, o tantissimissimo, certamente, se soffri, ami male.

 

Se credi che la gelosia sia parte dell’amare, con ogni probabilità hai scambiato “amare” per “possedere” o “avere potere su una persona”, e su questo fondi l’idea che hai di te stesso.

 

Ti illudi che l’altro possa soddisfare i bisogni che tu per primo non vedi e non ti prendi la responsabilità di soddisfare.

 

Quando il partner diventa la soluzione ai bisogni diventa per te uno strumento, un oggetto, senza il quale ti senti perso e impotente.

 

Quando sei geloso trasformi il tuo partner in oggetto possedibile, e te stesso in oggetto rifiutabile.

Finisci per relazionarti in modo di mantenere la tua proprietà esclusiva e/o in modo di farti accettare come proprietà.

 

La gelosia dipende da una concezione esclusivistica dell'amore, da una concezione che in fin dei conti lo nega.

 

La gelosia è un buon esempio di crisi di astinenza. Infatti le conferme non bastano mai, ne diventi assuefatto presto e hai bisogno di dosi sempre maggiori che ti faranno un effetto rassicurante sempre minore.

 

Osserviamo bene come fai a crearti il dolore della gelosia:

  • Pensi che sia l’altro a farti ingelosire, non ti accorgi di cosa fai tu per sentirti geloso.
  • Nutri le paure di essere escluso, non amabile, isolato.
  • Leghi l’idea di chi sei e il senso di esistere al fatto che stai con il tuo partner. Non ti senti esistere o non ti senti te stesso al di fuori dell’idea di possedere il partner.
  • Ti identifichi nell’idea di te che possiedi il tuo partner, per sentirti sicuro, esistente, vivo.
  • Spesso sei in un circolo vizioso: vuoi che il tuo partner sia degno di gelosia (bello, attraente, capace di stare al mondo) ma soffri se lo è.
  • Vuoi conoscere per intero il suo mondo, altrimenti ti senti escluso.
  • Pretendi di colmare da solo i suoi bisogni affettivi. A volte la tua pretesa è tale che riesci persino ad essere geloso del suo passato prima che vi conosceste.
  • Hai l’impressione che il suo mondo (i suoi affetti, amicizie, interessi…) siano tuoi rivali, perché ti impediscono di avere tutta la sua attenzione e perché affermano l’esistenza di un mondo anche fuori dalla vostra relazione.
  • Sei geloso di chi ami e anche di chi lo ama (che infondo ti incuriosisce, ti affascina, a volte lo invidi).
  • Giudichi chi lo ama come fosse un tuo rivale, come se agisse contro di te. Lo detesti per averti preso qualcosa che era tuo.
  • Ti giudichi male per il fatto che ti senti geloso, magari temi di aggredire il tuo partner per il fatto che non è come tu lo ameresti.
  • Svaluti il tuo partner credendo che ti amerebbe se non fosse intervenuto qualcun altro: “è stato manipolato”, “non è lui veramente”.
  • Soffri di giudicarlo male perché lo perdi come oggetto amabile e perché se non giudichi bene lui non sai più come giudicare bene te stesso.
  • Soffri due infelicità contrapposte: soffri che l'altro sia vivo ma che sia morto come tuo oggetto d'amore.
  • Soffri per il timore che questo oggetto perda di significato.
  • Temi di perdere il linguaggio amoroso.
  • Sei ossessionato dallo scoprire quel che non vuoi scoprire.
  • Piangendo ti scegli una parte, fai da teatro a te stesso: sei quello che piange, “reciti” questa parte davanti a te stesso ed questa ti fa piangere. Ti fai piangere per provare a te stesso che il tuo dolore è un'illusione. Piangendo ti racconti una storia e dai vita a un mito del dolore in cui ti identifichi.

 

In sintesi si può dire che quando sei geloso hai paura della relazione con il tuo partner.

 

 

Allora cosa fare?

 

Amalo senza perdere il tuo mondo:

  • Non ridurre il tuo mondo alla relazione con lui.
  • Nutri quello che ti fa bene. Accorgiti dei tuoi bisogni e usa le tue risorse per soddisfarli.
  • Riconosci che fra i bisogni fondamentali quelli di connessioni vitali.
  • Investi tempo pensiero e soldi in connessioni sane. (Lo so che nel nostro mondo organizzato per dividerci non viene in automatico, ci vuole impegno e investimento).
  • Accorgiti che per soffrire lo giudichi e ti giudichi distraendoti dalla tua responsabilità.
  • Goditi la sua e la tua libertà.
  • Goditi la sua presenza quando c’è e rendi gradevoli i vostri incontri: che abbia piacere a incontrarti senza sensi di colpa, senza dover dire, confessare o promettere.
  • Goditi quel che può darti e non pretendere quello che non può
  • Ricordati che stavi bene prima di conoscerlo.

 

Se qualcuno ti dicesse “vuoi essere mio solo amico?" ti sentiresti sovraccaricato, ti fideresti poco di lui, ti sembrerebbe poco flessibile e poco generoso.

 

 

La morale che impone l’esclusività sessuale serve a evitare il confronto con la libertà.

 

Ti rendi renderti conto di come la gelosia, in gran parte, sia generata dalla morale?

E allora perché ubbidisci? Perché sei geloso?

 

Ecco perché: non vuoi rinunciare alle tue dosi quotidiane di “sono poverino, giusto, ho ragione, meritevole…”. Dosi di droga che ti fai e contemporaneamente detesti.

 

Dosi di droga che ti fai quando, distratto dai tuoi veri bisogni, attenti alla tua libertà e a quella del tuo partner.

 

 

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